
Oggi, nel giorno che i blogger di tutto il mondo dedicano alla discussione sui cambiamenti climatici (www.blogactionday.org), forse allora dovrei starmene zitto e limitarmi ad un sommesso mea culpa. Fortunatamente gli attuali processi di produzione della cellulosa muovono da premesse nuove, e molte cartiere hanno fatto proprie le esigenze ecologiche e il rispetto dell’ambiente. L’applicazione di procedure "virtuose" nella fabbricazione della carta garantiscono ad esempio l’assenza di cloro e di metalli pesanti, oppure c’è la possibilità di rifornirsi di materia prima presso le cosiddette well managed forest. In queste foreste, non appena un albero viene tagliato ai fini della produzione di legno o carta, si provvede a piantarne un altro, in maniera da assicurare la sopravvivenza dell’eco-sistema nel suo insieme. Al processo di costante rimboschimento partecipano indirettamente anche i clienti, ossia nel nostro caso le cartiere. Anche in Italia i principali produttori si sono allineati a queste direttive, facendo sì che fare un salto in libreria oggi non significhi per forza abbattere un albero.
La buona notizia insomma è questa: il consumatore di libri non è per forza un criminale, e un piccolo contributo è possibile darlo, acquistando carta che presenti certificazioni ufficiali di sostenibilità ambientale e invitando i nostri editori preferiti a fare altrettanto.
Foto: abete 2 © F. Guarnieri
Foto: abete 2 © F. Guarnieri
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