
Due piccoli gialli – in tutto “20 minuti” di lettura – dallo stile inquieto: scene montate con rapidi fotogrammi e con frasi smozzicate, una trama che si compone per progressivo affastellamento, con evidenti sbirciate al grande schermo. Storie lampo che vanno in dissolvenza verso un ricordo lontano e verso il mondo degli spiriti, a stemperare le crudezze di efferati assassini. Due uomini finiranno vittime degli incantamenti, perché incapaci di cogliere il confine fra reale e irreale. Due donne li condurranno oltre, in virtù della naturale e femminile attitudine per le sfumature. Anche Paola Ducci la possiede e lo si capisce da come lascia sospese le storie, fa sussurrare i finali, perché in fondo poco conta quello che accade, conta piuttosto come accade.
Paola Ducci, Il crudele si vende bene, Roma, Il caso e il vento, 2008.
Le mie chiocciole: @@
Da regalare: a chi trova indigesti gli involtini primavera
1 commento:
L'editora trova questa recensione un gioiello dalle preziose sfumature, che arricchisce quelle del testo pubblicato. Grazie
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